giovedì 10 febbraio 2011

L’arsenico di Lati

from HelloTxtL’arsenico di Latina>>>Raccontiamo una storia che sembra incredibile ma purtroppo non lo è. Si svolge in una provincia del Centrosud d’Italia, quella di Latina. Potrebbe però ripetersi in altre parti d’Italia. E anche per questo, oltre che per le sue enormi dimensioni, merita non solo interesse ma anche preoccupazione nazionale. Dunque nella provincia di Latina, da un po’di tempo -che finora non è stato calcolato con precisione ma che si presume non sia inferiore a qualche mese- nelle case di parecchie migliaia di cittadini arriva acqua che è definita potabile e come tale è pagata dagli utenti e tuttavia non si può bere. E neppure può essere usata per cucinare cibi. Ed è perfino sconsigliata per lavarsi i denti e anche irrigare terreni dove vengono coltivate piante commestibili.Può essere impiegata solo per lavare utensili, animali e persone, a condizione, però che questi ultimi (gli animali e le persone) tengano la bocca ben chiusa mentre vengono a contatto con quell ‘acqua:in cui è presente arsenico in quantità superiore ai dieci microgrammi per litro, cioè in dosaggi superiori a quelli ritenuti non pericolosi per gli organismi viventi, a cominciare dall’uomo. E’un grosso problema.....Per una serie di motivi, primo dei quali è la tardiva e insufficiente comunicazione ai cittadini. La scoperta di una presenza di una quantità di arsenico superiore alle dosi tollerabili dall’uomo nelle acque potabili alimentate dall’acquedotto pubblico e gestite da una società privata,”Acqua Latina”, è stata, come già accennato, tardiva. E quando è avvenuta la si è portata a conoscenza dei cittadini con ulteriore ritardo. Non solo: per renderla nota si è ricorsi a un tipo di comunicazione che definire inadeguato è elargizione di immeritata indulgenza. Infatti, oltre a continuare a lasciare nel buio il momento della scoperta di questa sorta di avvelenamento di massa,si è preso a diffondere le notizie sullo stato delle cose a pezzi e bocconi, informando prima solo una porzione limitata della popolazione interessata al problema ,passando ad altre parti del territorio al ritmo di alcune settimane tra un intervento e il successivo.E utilizzando,per questa comunicazione rateizzata, forme pressocchè semiclandestine,ricorrendo cioè a un numero limitatissimo di manifesti oltretutto redatti con un lessico che è l’elogio del burocratese,lingua di difficilissima comprensione per i cittadini di modesta cultura, tra i quali molti tra gli anziani sopravvissuti agli anni della bonifica pontina ,lontani ormai tre quarti di secolo. .Il colpo di grazia a questo capolavoro del disservizio e della disinformazione l’hanno dato i giornali locali,di cui fanno parte ben quattro quotidiani.Per settimane e per mesi si sono spesi solo con rapide e supersintetiche segnalazioni sul problema. Solo ora si svegliano, lanciano grida di allarme, invocano soluzioni. Ora, però, potrebbe essere già tardi per migliaia e migliaia di persone che per settimane, forse mesi,hanno bevuto o usato per l’alimentazione, acqua contenente una quantità di arsenico nociva per l’organismo umano;e già, quindi, potrebbero aver subito seri danni alla salute. E ora, comunque, dovrebbe essere il momento in cui, con indispensabile immediatezza, ci si deve muovere con il massimo della velocità possibile per approvare e attuare provvedimenti per depurare l’acqua infetta e ,per contenere l’allarme che già si sta diffondendo,rendendo noto,contemporaneamente, quando avverrà il ritorno alla normalità. Su questi punti c’è però c’è il silenzio,interrotto solo dagli annunci delle associazioni dei consumatori che minacciano class action contro “Acqua Latina”, i comuni dell’area interessata, la Regione Lazio. E così il veleno portato dall’acqua cosiddetta potabile continua a entrare nelle case di migliaia di persone . Senza che il Governo nazionale ,la Regione Lazio, i comuni delle zone coinvolte, a cominciare da quello del capoluogo, muovano un dito. E’uno scandalo,che. per la sua gravità, non può non richiamare l’interesse e l’allarme nazionale. Anche perché,visto come vanno le cose oggi in Italia,niente garantisce che non si ripeta in altre parti del paese o che, addirittura senza che nessuno ne parli, stia già avvenendo. acquasorgivakangen.blogspot.com>>>Angelo De Salvatore>>>393-33.61.352

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